Oltre i muri, un ponte per superare i confini
Carissimi/e,
a me la serata di ieri sera mi ha alquanto provato... ancora stanotte, nelle fasi cicliche del sonno, mi sono svegliato e ci ho pensato. Di solito sono un grande fautore di Don Chisciotte, nel senso che penso sia indispensabile che ognuno di noi tenda all'utopia e cerchi concretamente di fare qualcosa nella sua vita di tutti i giorni, ma ieri sera ho toccato più profondamente la sensazione di come questi Mulini a Vento siano veramente tanto e troppo grandi. Ho palpato la sensazione di Immobilità veramente a fondo. Naturalmente non mi tirerò indietro dal continuare a cercare di "lasciare il Mondo un po' migliore di come l'ho trovato", ma ieri sera mi sono sentito veramente male. Quando ho incrociato Yusef, dopo il suo discorso, non sapevo veramente cosa dirgli... mi guardavo le scarpe a testa bassa come a dire: "scusami per quello che non ho fatto".
So che da quest'incontro si aprirà un altro orizzonte in cui mi vorrò sporcare le mani, anche se alla fine dei conti il mio contributo sarà sempre molto esiguo; ma come diceva Madre Teresa di Calcutta:
"Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano,
ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno."
Buona giornata a tutti e non dimenticate le cose ascoltate, le parole delle vittime
Michael
_____________________________
Anche a me l'incontro di martedì sera ed in particolare la riflessione di Yousef ha fatto una strana impressione, che è forse quella di sentirmi colpevole, colpevole di non avere fatto qualcosa. Avevo già avuto occasione di parlare con Yousef in occasione di un lavoro per un laboratorio, prima però dell'operazione 'piombo fuso';quella volta avevo percepito una grande speranza che yousef riponeva nell'educazione, come chiave di volta per un cambiamento radicale nella mentalità dei palestinesi. L'altra sera il tono era diverso, non dico che non ci fosse speranza, ma il vissuto pesante di questi ultimi mesi attraversava le sue parole, pesantemente; l'impressione è quella di essere complice silenzioso di quanto accade a Gaza, ma in fondo anche da altre parti del mondo. Non so, questa è la mia impressione.
Buonanotte, Mattia
a me la serata di ieri sera mi ha alquanto provato... ancora stanotte, nelle fasi cicliche del sonno, mi sono svegliato e ci ho pensato. Di solito sono un grande fautore di Don Chisciotte, nel senso che penso sia indispensabile che ognuno di noi tenda all'utopia e cerchi concretamente di fare qualcosa nella sua vita di tutti i giorni, ma ieri sera ho toccato più profondamente la sensazione di come questi Mulini a Vento siano veramente tanto e troppo grandi. Ho palpato la sensazione di Immobilità veramente a fondo. Naturalmente non mi tirerò indietro dal continuare a cercare di "lasciare il Mondo un po' migliore di come l'ho trovato", ma ieri sera mi sono sentito veramente male. Quando ho incrociato Yusef, dopo il suo discorso, non sapevo veramente cosa dirgli... mi guardavo le scarpe a testa bassa come a dire: "scusami per quello che non ho fatto".
So che da quest'incontro si aprirà un altro orizzonte in cui mi vorrò sporcare le mani, anche se alla fine dei conti il mio contributo sarà sempre molto esiguo; ma come diceva Madre Teresa di Calcutta:
"Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano,
ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno."
Buona giornata a tutti e non dimenticate le cose ascoltate, le parole delle vittime
Michael
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Anche a me l'incontro di martedì sera ed in particolare la riflessione di Yousef ha fatto una strana impressione, che è forse quella di sentirmi colpevole, colpevole di non avere fatto qualcosa. Avevo già avuto occasione di parlare con Yousef in occasione di un lavoro per un laboratorio, prima però dell'operazione 'piombo fuso';quella volta avevo percepito una grande speranza che yousef riponeva nell'educazione, come chiave di volta per un cambiamento radicale nella mentalità dei palestinesi. L'altra sera il tono era diverso, non dico che non ci fosse speranza, ma il vissuto pesante di questi ultimi mesi attraversava le sue parole, pesantemente; l'impressione è quella di essere complice silenzioso di quanto accade a Gaza, ma in fondo anche da altre parti del mondo. Non so, questa è la mia impressione.
Buonanotte, Mattia
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